Confartigianato Calabria alla manifestazione “quelli del si” a Milano

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Anche la Confartigianato Calabria, con una delegazione di artigiani e dirigenti delle cinque organizzazioni territoriali, sarà presente all’evento nazionale in programma a Milano per il 13 dicembre.
Una mobilitazione nazionale promossa dalla Confartigianato finalizzata a dare voce alle piccole imprese, espressione di quel tessuto sociale su cui si poggia buona parte della produttività del Paese: “quelli del sì”, recita proprio la campagna nazionale che «vogliono mandare avanti l’Italia in Europa e nel mondo, siamo quelli che, dopo gli immani sforzi per uscire dalla crisi, vogliono continuare a produrre “valore artigiano” e a rimanere nel gruppo di testa delle imprese competitive europee».
La manifestazione è organizzata da Confartigianato negli spazi del MiCo, Milano Convention Centre, per dire al governo e alle istituzioni che il futuro non si ferma, che indietro non si torna, che bisogna ascoltare la voce delle imprese e servono politiche a sostegno del mondo produttivo rappresentato per il 98 per cento da artigiani, micro e piccoli imprenditori.
«Lo sviluppo delle imprese è lo sviluppo del Paese – afferma il presidente di Confartigianato Calabria Roberto Matragrano –. Ne siamo convinti ed è per questo che saremo lì assieme ai colleghi di tutta Italia, mettendoci la faccia. Vogliamo ribadire le istanze e le proposte dell’artigianato e delle micro, piccole e medie imprese per creare reddito, occupazione e benessere economico e sociale. Solo così possiamo crescere. Chiediamo dunque al governo l’impegno concreto alla realizzazione delle condizioni per lo sviluppo del paese e della Calabria in particolare. Proprio la Calabria ha bisogno della giusta attenzione da parte del governo per evitare che quanto sinora faticosamente portato avanti dalle imprese, e confermato dagli ultimi incoraggianti dati, non ci faccia tornare indietro agli anni bui della crisi. Fare impresa in Calabria è una grande ed entusiasmante sfida, ma sicuramente più impegnativa e difficile che in altre realtà. E questo non solo per la presenza di una criminalità che affoga il tessuto imprenditoriale sano e laborioso, che non è certo una priorità per questo governo, ma anche per la mancanza di efficaci collegamenti nazionali e internazionali (si pensi alla rete ferroviaria con l’alta velocità ferma a Salerno o ai lavori di ammodernamento della SS 106), di grandi opere strategiche (si pensi alla grande rivoluzione offerta Zes) reti e connessioni per il trasferimento dei dati e della conoscenza, ma anche una pubblica amministrazione che funzioni e sia attenta alle esigenze delle imprese e dei cittadini. E soprattutto un mercato del lavoro che valorizzi il merito e le competenze incrociando le necessità competitive delle imprese».