Maria Saladino, unica candidata donna per il Pd

hrh

“Ho deciso di rivolgermi ai Circoli ed alle Piazze, perché riconosco il difficile ruolo di trincea che si vive sui territori e come la gente, che vive bisogni e disagi, sia sfiancata socialmente”, spiega la neo-candidata, che ricorda di aver contribuito alle scorse europee “con circa 26mila preferenze al 41% totale ottenuto dal PD, grazie ad una rete di giovani che sfidarono, già all’epoca, la difficoltà di trovare spazio per dichiarare la necessità di rinnovamento e cambiamento all’interno del nostro partito”.
A sostenerlo in una nota è Maria Saladino, candidata calabrese alla carica di segretario nazionale del Partito democratico. La Saladino si candidò alle europee del 2014 nella Circoscrizione meridionale, ottenendo 25.590. Gli altri calabresi candidati, ma nessuno eletto, furono Pino Arlacchi, Mario Maiolo e Mario Pirillo (che era uscente). Mary, tempo fa lanciò “Piazza Dem”, al suo fianco sul palco c’era Michele Emiliano, il 28 settembre scorso è apparsa a Montecitorio per presentare l’Associazione politico-culturale Piazza Dem, di cui appunto è presidente.
Per Saladino, “occorre un forte e determinato messaggio al Partito Democratico. Il Pd deve vivere, anzi deve tornare ai valori fondanti, a quella grande intuizione politica che ha fatto nascere la grande casa comune, il laboratorio progressista, plurale per radici e ragioni, ulivista, progressista e a matrice socialista ed europea. Cioè, il partito paese”, ma senza tradire “la grande eredità di Moro e di Pertini”.
“Sappiamo bene che il passaggio elettorale di prima fase tra i soli iscritti potrebbe non realizzare democrazia reale nel Partito Paese – ha aggiunto in una lettera al Presidente della Commissione Congresso Gianni Dal Moro – ma finirebbe con l’avvitarsi attorno all’immobilismo caro ai soliti potentati delle tessere”.