Osservatorio regionale violenza di genere: in Calabria ancora fermi ad anno zero

 

hrh

“Una casa rifugio per donne vittime di violenza ha dovuto rifiutare solo nell’anno 2018 ben 150 richieste di ospitalità per mancanza di posti. Questo dato dà l’idea da solo delle carenze che caratterizzano il sistema dell’accoglienza in Calabria dove donne coraggiose che denunciano non trovano spesso purtroppo nelle istituzioni quella solidarietà di cui avrebbero bisogno. Il  25 novembre, giornata mondiale contro la violenza alle donne, rischia ancora una volta di essere una occasione per esternare molti buoni propositi che però si scontrano con la dura realtà dei fatti che dice che la Calabria anche su questo versante è all’anno zero o quasi. Per questi motivi l, ha approvato nei giorni scorsi un documento che vuole essere un vero e proprio grido di allarme rivolto soprattutto al consiglio regionale ed alla Giunta dove si chiede di avviare una svolta nelle politiche regionali di contrasto a questo fenomeno e si formulano delle richieste specifiche di intervento. Per quanto riguarda i centri anti violenza e le case rifugio si chiede di intervenire per garantire la copertura di questi servizi essenziali in tutto il territorio regionale. In atto i centri autorizzati sono solo sette e le case rifugio solo due. Si chiede pertanto una modifica della legge 20/2017 sui centri anti violenza, con un abbassamento del bacino d’utenza a 80.000 abitanti (a fronte degli attuali 140.00) ed in particolare l’attivazione dei servizi nei territori della Locride, Piana di Gioia Tauro, area Ionica provincia di Cosenza e Crotone in atto sprovvisti di questi importanti presidi. Anche per le case-rifugio fronte della presenza in atto di sole n. 2 strutture (Reggio e Cz) si chiede di prevedere apertura di almeno altre tre Case Rifugio (una per provincia). Sul piano normativo servono inoltre: un regolamento regionale per l’accreditamento delle Case rifugio, procedura di pubblicazione del regolamento con linee guida chiare, finanziamenti certi per permettere una programmazione a lungo termine. Anche sulla prevenzione e sulla formazione i finanziamenti regionali sono inadeguati ed andrebbe garantita a tutti gli attori, forze dell’ordine, pronti soccorsi, servizi sociali, associazioni, parrocchie. Un segnale concreto potrà venire dal prossimo bilancio regionale, si chiede di prevedere una voce specifica sulla violenza di genere implementando in modo consistente i finanziamenti previsti, in atto irrisori, solo 400.000 euro per tutti gli interventi, prevedendo anche l’utilizzo dei fondi comunitari. L’osservatorio si è inoltre attivato per un lavoro di monitoraggio per arrivare ad un sistema di rilevazione standardizzato, coordinato e condiviso fra tutte le organizzazioni in grado di generare flussi strutturati di informazione che potranno essere fruibile a livello nazionale e locale per le finalità proprie degli attori politici e sociali coinvolti”.

Il Coordinatore regionale sulla violenza di genere