Calabria da Vivere, Cariati (cs)

Una segnalazione da un sostenitore di Calabresi in Movimento.

Splendida vista di Cariati, Cosenza.

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Origini

Diverse sono le versioni sulle origini del nome della cittadina. Potrebbe derivare da caterina (o Carina), cioè grazia, città bella e graziosa. In alternativa è possibile che il nome derivi da un’originaria denominazione “Cariatide Diana”, legata ad una località sacra a Diana. Nel X secolo è attestato il nome Korion, che deriverebbe dal greco Curuai(abitanti della greca Carie). Un’ultima ipotesi si collega al fatto che in origine Cariati era situato nella piana ove attualmente sorge la frazione di Santa Maria; poiché era spesso oggetto di attacchi saraceniad opera di Khayr al-Dīn Barbarossa, gli abitanti furono costretti a spostarsi dalla marina all’attuale posizione: dal trasporto sui carri deriverebbe il nome di “Carriati”, da cui a sua volta deriverebbe il toponimo.

Storia

I Brettii (o Bruzi)

Nel territorio cosentino è documentata la presenza dei Brettii dal VIV secolo a.C. Tra il IV e il III secolo a.C. anche il territorio di Cariati fu frequentato da queste popolazioni, dedite all’agricoltura e alla pastorizia.

In un uliveto su una collina alla periferia del paese (località “Timpa del Salto” in contrada Prujja) in occasione di lavori agricoli venne rinvenuta nel 1978una tomba (“tomba Brettia”), risalente al IV sec.A.C.[2]. La sepoltura, ritrovata intatta, è costituita da blocchi parallelepipedi di arenaria che racchiudevano un piccolo spazio di circa 2 m². La tomba era internamente affrescata, con scene tratte dalla vita di un guerriero. Il corpo era accompagnato da un ricco corredo, costituito da un’armatura in bronzo, con cinturone, elmo e spada, anfore e piatti, tutti esposti al museo di Sibari. Nel territorio sono state rinvenute anche altre sepolture, ma depredate e distrutte.

Resti di antiche abitazioni, mortai in pietra, orci in ceramica sono indizi per la presenza di un insediamento, favorito dalla posizione dominante della città.

Dominazione Romana e MedioevoModifica

La città fu dominata da Roma. Sede vescovile sin dagli inizi del cristianesimo, risulta aver avuto come vescovo Menecrates, presente al sinodo di Roma del 1º marzo 499. In una delle sue lettere, San Gregorio(540604) raccomanda la chiesa di Cariati al vescovo di Reggio[3]. Secondo alcune fonti, nel corso dell’XI o del XII secolo, la diocesi di Cerenza (Geruntia) venne unita a quella di Cariati, sebbene solo nel 1342 si può datare un documento che menziona esplicitamente un “vescovo di Cariati e Cerenza”.[4]

Il FeudalesimoModifica

Feudatario nell’anno 1260 fu Matteo Cariati[5], sul cui cognome gli storici non sono certi; all’inizio del Trecento riscontriamo Gentile di San Giorgio, a cui subentrarono i Ruffo Montalto. Per iniziativa di Covella Ruffo, e con beneplacito di Papa Eugenio IV, Cariati diventò Sede Vescovile (1437). Il feudo venne assegnato agli imolesi Riario nel 1479, quindi ai Sanseverino, ai Coppola e poi ai Borgia[6]. Nel 1495Re Carlo VIII di Francia, occupato il Regno di Napolidonò la contea a Michele Riccio, cui venne tolta con la disfatta dei francesi[7]. Nell’anno 1505 la proprietà venne attribuita ai principi Spinelli, che furono titolari di Cariati sino all’eversione della feudalità.

 

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