Agricoltura e KM Zero -Ascoltando un terrone D.o.c.

Di Gianpiero Taverniti

Un sabato e una domenica estivi, siamo sulla costa jonica catanzarese, siamo immersi in un orto , in un appezzamento, dove possiamo ammirare un vero e proprio giardino naturale oltre che un orto completo e imbandito di innumerevoli bontà , che la natura crea e produce, sotto la direzione di un contadino che per pura passione e per tramandare un qualche cosa che ha imparato da piccolo dalla madre , in uno di quegli appezzamenti terrieri che l’opera dell Ente Sila nel dopo guerra , abbattendo latifondi , mezzadri e sedando diverse rivolte che in quel periodo vi furono, per accaparrarsi di un pezzo di terra, dono’ a tantissime famiglie calabresi , che si attivarono in quel mondo agricolo che cercavano e che avevano nella loro cultura identitaria di appartenenza a questa regione. Fin da piccolo, lavorava con la mamma e imparo’ a coltivare tutto, a produrre tanti buonissimi prodotti , cercando sempre la loro naturalezza e la loro non sofisticazione , evitando sempre l’uso di pesticidi e medicinali , che potessero contaminare o modificare la salubrità e il gusto dei prodotti, cercando di cavalcare una mentalità, nella resa della terra, quella di avere sempre la qualità , non aspirando mai alla grandissima quantità. Dopo una vita di lavoro, ora si trova in pensione, per hobby e grande passione, coltiva quest’orto ,che alla fine e’ la sua vita, il suo benessere e la sua gratificazione migliore.Noi da parte nostra non possiamo, che carpire i messaggi che il bracciante, il contadino , il Re della Terra, ci regala, oltre che apprezzare il prelibato gusto dei suoi prodotti , che sono immancabili , nel dono e nell’accoglienza che ci ha donato, prima di ogni cosa. Dedichiamo a questo terrone d.o.c. , che al pari di altri terroni, merita rispetto e merita onore, perchè dalla terra , con l’impiego del lavoro delle sue braccia , produce ottimi prodotti che imbandiscono le nostre tavole , garantendoci la vera sicurezza alimentare, che oggi nelle discussioni globalizzanti e’ uno dei temi più attenzionati, visto che la grande filiera e la grande importazione di prodotti agricoli stranieri, a volte non ci rende sicuri di tutto quello che portiamo sul nostro tavolo e impieghiamo nella nostra cucina.

GRAZIE ANTONIO, piccolo , Grande contadino calabrese a kilometri zero, sei il garante della vera profezia , che nessuno vuole diffondere, cioè’ quella al ritorno obbligato alla coltivazione e alla pratica della piccola agricoltura come un tempo , in una sorta di macchina del tempo che ci potrà  solo portare positività , piccole economie territoriali e tanta salute , nella qualità dei tantissimi prodotti che ci offrirà.

Volevamo omaggiarvi di questo album fotografico che rende meglio l’idea , dopo il racconto del nostro amico contadino.

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