Reggio tra i casi disperati, Calabresi in Movimento chiedono le dimissioni di Giuseppe Falcomatà

Dopo quanto appreso dal Sole 24 ore, Gaetano Campolo fondatore di Calabresi in Movimento, chiede a gran voce le dimissioni di Giuseppe Falcomata sindaco di Reggio Calabria considerata dal sole 24 ore, tra I CASI DISPERATI. Di seguito l’articolo del Sole 24 ore, secondo Gaetano Campolo, non accedere ai bandi europei , attivando strutture tecniche per partecipare ai bandi, con il debito che Reggio Calabria detenie non potrà mai crescere, per questo crede che le dimissioni ed elezioni anticipate siano  l’unica via per il bene di Reggio.

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Autobus meno inquinanti, piste ciclabili, riqualificazione delle periferie, illuminazione pubblica, e-government. Sono alcuni esempi di come le città metropolitane italiane stanno utilizzando le risorse del Pon Metro, il programma operativo nazionale 2014-2020 finanziato per quasi 900 milioni di euro con risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse), più la quota di cofinanziamento nazionale. Le sei aree metropolitane del Sud beneficiano di circa 90 milioni ciascuna mentre a quelle del Centro-Nord ne arrivano circa 40.

Non in tutte, però, la spesa di queste risorse procede secondo le tabelle di marcia concordate con la Commissione europea. A fine luglio, secondo i dati dall’Agenzia per la Coesione che è responsabile del Pon, la spesa complessiva certificata a Bruxelles era di poco superiore a 41 milioni di euro, molto lontana dai 120 milioni che è l’obiettivo fissato per fine 2018. Per le somme non spese, a fine anno scatterà il disimpegno automatico. I soldi, cioè, resteranno alla Ue.

Le città virtuose…
Ma quali sono le città più virtuose nell’utilizzo del Pon Metro? La prime due sono Firenze e Milano che a luglio erano già ben oltre l’obiettivo di fine anno, a qualche decimale di distanza l’una dall’altra. Le seguiva Bari che aveva coperto l’importo da spendere per oltre il 90%, ma con il merito di trovarsi a gestire una somma molto più alta: se Milano e Firenze avevano speso quasi 5 milioni e mezzo ciascuna, Bari ne aveva spesi 12,4. Per farne cosa? Il capoluogo pugliese ha avviato già dal 2016 il rinnovo della flotta di autobus urbani, con l’obiettivo di acquistarne almeno 50 alimentati prevalentemente a metano: servizi migliori per i cittadini e meno emissioni inquinanti. Firenze, invece, ha puntato sulla riqualificazione energetica della rete di illuminazione pubblica con l’installazione delle lampade a LED, ma anche di tecnologie che consentono di ridurre e omogeneizzare l’illuminazione in città. Tutto si traduce nell’abbattimento strutturale dei consumi e quindi dei costi per l’amministrazione e i cittadini. Nel capoluogo toscano, inoltre, si sta ampliando la digitalizzazione delle comunicazioni tra uffici pubblici e cittadini. A Milano le risorse del Pon Metro sono state concentrate su alcune periferie e in particolare sui grandi complessi di case popolari come nel quartiere Lorenteggio. Altri fondi sono stati destinati ai centri di emergenza sociale “a bassa soglia”, che rispondono, per esempio, a situazioni di emergenza abitativa delle fasce più deboli della popolazione. Parte dei fondi è servita anche a realizzare le piste ciclabili in zona Repubblica e in zona Solari-Tortona.

…e i casi disperati
I casi virtuosi, però, si fermano qui. Delle altre 11 città che beneficiano del Pon Metro, solo Genova aveva superato il 50% dell’obiettivo di spesa fissato per fine anno (55,1% per essere esatti). Roma e Venezia erano al 40%, Reggio Calabria sfiorava il 30% e a seguire Cagliari (26,8%), Catania (19,4%), Torino (18,6%), Palermo (18,3%), fino ai casi disperati di NapoliMessina Bologna tra lo 0,1 e l’1%.

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