La rivoluzione parte dal sud. Il Movimento Liberazione Italia lancia da Reggio Calabria la sfida per le Regionali 2019

La formazione guidata dal generale Pappalardo ha nel mirino il governatore uscente Mario Oliverio e punta anche alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo partendo dal Sud per una “rivoluzione nel segno del rispetto delle regole e della sovranità del popolo”
 
 
Reggio Calabria – Il Movimento Liberazione Italia si prepara alle sfide del 2019 e lo fa partendo dal Sud Italia. Il 9 luglio il generale Antonio Pappalardo, che guida il comitato dei saggi della formazione, sarà a Reggio Calabria per presentare il radicamento di MLI in Regione, assieme al coordinatore Vittorio Carlostella e a Gaetano Campolo, imprenditore 4.0 pioniere del settore degli home restaurant hotel. “Noi nasciamo nel Meridione d’Italia e da qui ripartiamo per muoverci con spirito rivoluzionario. La nostra non è una ribellione: vogliamo cambiare tutto il sistema, ma pacificamente, nel rispetto delle regole e del diritto”, spiega Pappalardo. “Stiamo invitando il popolo del Meridione a svegliarsi e a muoversi assieme a noi. Al Nord stanno meglio ed è quindi da qui che deve partire, assieme al Movimento Liberazione Italia, questa rivoluzione, che ha le sue radici nel popolo e nella sua sovranità”.
In particolare l’appuntamento del 9 luglio rappresenta “un debutto” per MLI in Calabria, in vista del doppio appuntamento elettorale del 2019, con le elezioni Regionali e con quelle Europee. “Abbiamo intenzione di presentare una nostra lista per le prossime Regionali e lo faremo proprio a inizio luglio a Reggio Calabria”, conferma Carlostella. “La nostra convinzione è che bisogni ripartire dal popolo sovrano: è necessario che si esprima e si faccia sentire. Il Movimento Liberazione Italia sta cercando di fare questo, di far partire queste nuove idee politiche proprio dal Sud”. Dopo quello di Reggio Calabria ci sarà una serie di altri appuntamenti, che toccheranno Cosenza, Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia, attraversando dunque tutte le province della Regione. “Le nostre proposte partiranno da quelle che purtroppo sono le uniche risorse del territorio: non avendo industrie è necessario iniziare dalla valorizzazione del turismo, dell’agricoltura e dei prodotti tipici”. Per tastare il polso della situazione MLI ha lanciato, sui propri canali online, un sondaggio per chiedere secondo quante persone il presidente Mario Oliverio, eletto nel 2014 nelle fila del Pd, debba lasciare la carica. “In poco tempo abbiamo raccolto circa 1400 voti e per oltre 1300 è necessario un cambio di passo”, spiega Campolo, secondo cui la ricetta per far rinascere la Calabria è basata su “turismo, economia digitale e Meridione 4.0”.
Proprio l’imprenditore, fondatore e ad di Home Restaurant Hotel, è recentemente entrato nel Movimento Liberazione Italia, con l’obiettivo di aiutare una maggior digitalizzazione della formazione. “Presto MLI avrà una presenza rafforzata sul web, con un nuovo sito e una testata giornalistica online regolarmente registrata in cui raccontare le battaglie del Movimento. Questo ci permetterà, oltre a un rapporto più diretto con i nostri sostenitori, di essere ancora più trasparenti”, continua Campolo. Dopo l’appuntamento del 9 luglio – “che segna anche il mio ingresso ufficiale in MLI” – ci sarà “un tour che toccherà, fra settembre e febbraio del 2019, 60 città” per far penetrare sempre di più le idee del Movimento e per “formare la squadra per le Europee e le Regionali del 2019”.
“Abbiamo moltissime persone che entrano nel Movimento Liberazione Italia per quello che producono veramente sul territorio e non per giochi strani che si fanno sul web. Siamo un movimento fatto di persone che si sporcano le mani col duro lavoro, che  producono, che non perdono tempo”, puntualizza il generale Pappalardo. Altro punto chiave per chi dovesse avvicinarsi al Movimento è la coerenza. “Noi non siamo come il Movimento 5 Stelle – attacca – Prima volevano il referendum contro l’Euro, ora sono tutti europeisti. Noi invece siamo coerenti: io sono un generale dell’Arma dei Carabinieri, non posso mancare di rispetto alla mia istituzione o al popolo. Per questo voglio ripartire da due temi: dalla sovranità popolare e dalla legalità delle istituzioni. Purtroppo nel 1948 i padri costituenti hanno commesso un grave errore con l’articolo 75 della Costituzione, che ci è stato imposto dopo che abbiamo perso la Seconda Guerra Mondiale e che prevede che il popolo, che dovrebbe essere sovrano, non possa esprimersi sui trattati internazionali. È per questo che ci siamo trovati nell’Europa e nell’Euro, perché il popolo non ha potuto dire la sua. Da qui bisogna ripartire per fare una vera rivoluzione pacifica”. Se ora l’esecutivo in carica in Europa ha fatto,       rispetto a prima, dei passi avanti “perché ha le mani un po’ più libere”, il Movimento Liberazione Italia “le ha ancora più libere”. “Questo fa paura e per questo non mi invitano in televisione, ma non hanno considerato la nostra capacità di penetrazione attraverso il web”, conclude Pappalardo, il cui obiettivo è “far recuperare all’Italia la sua sovranità, a partire da quella monetaria”.
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